Smart working? Strumento utile, ma tanti punti critici

da | Giu 3, 2020 | Cgil Monza e Brianza

Un’indagine della Cgil con la Fondazione Di Vittorio analizza i pro e i contro dello smart working:  l’82% del campione intervistato dichiara di aver cominciato a lavorare da casa in occasione dell’emergenza Covid-19 e il 60% vorrebbe proseguire l’esperienza anche dopo.

L’indagine è utile perché evidenzia che è necessario distinguere tra il reale lavoro agile, che è nato prima del Covid e significa organizzare i propri orari e spazi di lavoro per obiettivi, e quello che si è vissuto in questo periodo di quarantena, che è soprattutto un lavoro da casa, cioè lo stesso lavoro che si fa in ufficio, anche a livello di orari, ma con tutte le difficoltà di doverlo fare da casa” lo ha affermato Angela Mondellini (nella foto a sinistra), segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza in un’intervista a MBNews.

Dati che hanno fatto discutere anche la stampa nazionale. Vedi l’articolo di Repubblica (nella foto in basso).

Il questionario con 53 domande è stato sottoposto, nel periodo tra il 20 aprile e il 9 maggio, a 6170 persone di diverse fasce d’età, provenienza geografica, titolo di studio ed occupazione. Quattro le aree di ricerca: socio-anagrafica (aspetti individuali e dell’abitare), smartworking (modalità di attivazione, aspetti organizzativi, informativi, condizioni e strumenti, competenze e aspetti individuali), cura (di sé, della casa, di altri), percezioni e atteggiamenti (paure, rischi, opportunità).

SCARICA IL REPORT DELL’INDAGINE

Una volta usciti dalle necessità imposte dal Covid, si dovranno valutare con attenzione i punti critici dello smart working che emergono anche dall’indagine dal diritto alla disconnessione ai rischi per la salute dovuti allo stress da lavoro, dall’esigenza di una contrattazione aziendale che riconosca, ad esempio, anche il lavoro in fasce notturne fino alla necessità di mantenere in presenza aspetti importanti come la formazione e le relazioni sociali“, ha precisato, ancora, la segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza.

“Sul lavoro agile, che può costituire un cambiamento produttivo importante e proficuo, bisogna fare una lettura dei bisogni e una valutazione con tutte le organizzazioni sindacali, anche a livello territoriale. Al momento, con l’emergenza Covid non ancora superata, è difficile stimare gli effetti economici e i rapporti di forza che scatteranno all’interno delle aziende per le probabili ristrutturazioni. Inoltre, per una completa negoziazione sullo smart working, soprattutto nell’ottica delle lavoratrici, sarà fondamentale attendere anche la riapertura delle scuole, degli asili e dei centri diurni”, ha concluso la dirigente sindacale di via Premuda.