Fisac Cgil: “Banco Desio, poca attenzione ai lavoratori e al territorio. Non si ripagano così i sacrifici fatti durante la crisi sanitaria”

da | Lug 20, 2020 | Fisac

Per la prima volta nella storia ultracentenaria del Banco Desio non si raggiunge l’accordo tra azienda e sindacati circa il premio ai dipendenti. Lo fanno sapere unitariamente le sigle sindacali del gruppo Banco Desio, unite in questa protesta.

Elena Farina, Fisac Cgil Monza e Brianza

“Le cifre proposte dall’azienda sono inferiori a quelle dello scorso anno nonostante l’utile della banca sia stato maggiore, erogando unilateralmente una somma esigua non rispettando i dettami del contratto nazionale. Uno schiaffo ai dipendenti che hanno lavorato duramente durante il periodo di pandemia. Così vengono ripagati i loro sforzi?”, insorgono i sindacati, decisi a non sottoscrivere un tale accordo.

Le organizzazioni sindacali sottolineano, inoltre, che all’inizio della crisi sanitaria, la banca, per evitare assembramenti, obbligava i colleghi a “ferie forzate”.

Discussione tesa tra l’Amministratore delegato della Banca e sigle sindacali: il primo ha già fatto sapere di non essere disponibile a spostare “nemmeno di un euro gli importi proposti”. I sindacati denunciano unitariamente scarso impegno a trovare “una soluzione condivisa”.

“Si definisce accordo quando è potabile da entrambe le parti – sottolinea Elena Farina, segretaria Fisac Cgil di Monza e Brianza –. La matematica non è un’opinione, con un utile maggiore il premio di produzione deve essere maggiore. Quello proposto dall’azienda è nettamente inferiore”.

“Importo inferiore e nessun riconoscimento ai lavoratori per lo straordinario impegno messo in campo durante il periodo più difficile della pandemia da Covid-19. Se il premio viene stabilito in base al risultato, per quale motivo la somma da destinare al premio viene accantonata ancora prima di iniziare le trattative?”, si chiede la rappresentante di Fisac Cgil, che aggiunge: “Malgrado le richieste del sindacato, l’azienda continua a non fornire qualsiasi dato che motivi le ragioni di importi inferiori”.

“Offensivi all’impegno dei colleghi sono stati gli inutili tentativi di convincere il sindacato a firmare importi fintamente superiori al 15% mischiandoli tra premio aziendale e sistema incentivante – continua Elena Farina –. Ricordiamo che il sindacato tratta premi per tutti e non solo per una parte di colleghi”.

Il sindacato da tempo sta criticando l’atteggiamento tipico di “una gestione aziendale paternalistica che, di fatto, impedisce il decollare di relazioni sindacali più evolute e che porterebbero a risultati concreti”. Motivo per il quale annuncia “una serie di mobilitazioni tese a ripristinare un dialogo sociale corretto e proficuo”.

“Sono preoccupata per il futuro di questo istituto che da pochi mesi ha cambiato nuovamente amministratore delegato e direttore generale, ma continua nella ricerca ossessiva delle redditività e del profitto senza ridistribuzione, confermando così la poca attenzione per i propri lavoratori, a dispetto della storia ultracentenaria della banca radicata e attenta al territorio”, confida Farina.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è dato dalla discutibile gestione aziendale dei costi che, nei prossimi mesi, potrebbero ricadere sui correntisti: “Non vorremmo ritrovarci a commentare notizie di aumento di costi per i cittadini che hanno scelto Banco Desio”, aggiunge la segretaria di Fisac Cgil Monza e Brianza, che conclude: “Attenzione al territorio, ai lavoratori e ai correntisti per il bene della società. A questo tipo di responsabilità ci sentiamo di richiamare i vertici dell’azienda”.

 

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