Area Migranti Cgil Monza e Brianza, al via l’assistenza per la “Regolarizzazione 2020”

da | Mag 27, 2020 | Cgil Monza e Brianza, Migranti

In due giorni oltre 200 consulenze telefoniche e 75 appuntamenti per il perfezionamento delle richieste

A partire dal 26 maggio la Cgil di Monza e Brianza ha attivato un call center dedicato alla platea delle lavoratrici e dei lavoratori, e dei loro datori di lavoro, interessati dalla “Regolarizzazione 2020”. Il numero di telefono, lo 039.2731282, è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30, a rispondere, dalla Camera del Lavoro di via Premuda, Sarah, Matteo, Francesca e Luca.

Area Migranti Cgil Monza e Brianza, al via l'assistenza per la “Regolarizzazione 2020”

In meno di due giorni abbiamo già effettuato oltre 200 consulenze telefoniche e fissato 75 appuntamenti per l’assistenza.A partire dal 26 maggio la Cgil di Monza e Brianza ha attivato un call center dedicato alla platea delle lavoratrici e dei lavoratori, e dei loro datori di lavoro, interessati dalla “Regolarizzazione 2020”. Il numero di telefono, lo 039.2731282, è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30.

Pubblicato da CGIL Monza e Brianza su Mercoledì 27 maggio 2020

 

“In meno di due giorni abbiamo già effettuato oltre 200 consulenze telefoniche e fissato 75 appuntamenti per l’assistenza”, fa sapere Luca Mandreoli, responsabile dell’Area migranti e Politiche sociali della Cgil di Monza e Brianza. “Stiamo aspettando – continua Mandreoli – che vengano chiariti alcuni aspetti procedurali, ma, intanto, sono già molte le persone a cui abbiamo fornito un primo orientamento sulla base delle indicazioni del Decreto Rilancio”. A chiamare non sono solo lavoratori stranieri, ma anche datori di lavoro, soprattutto italiani, che vogliono regolarizzare la propria colf, o l’assistente familiare.

Il sostanziale blocco dei flussi d’ingresso per motivi di lavoro a tempo indeterminato, il peggioramento progressivo delle normative sull’immigrazione e asilo culminate negli ultimi anni con i c.d. “decreti sicurezza” (2018 e 2019) hanno prodotto un graduale restringimento dei diritti dei lavoratori migranti e un aumento di quelli sprovvisti di regolare titolo di soggiorno, costretti pertanto a lavorare in condizioni di irregolarità e di privazione di ogni tutela lavorativa e sociale.

“Indubbiamente, la ratio dell’ultimo decreto va incontro alle numerose richieste di intervento sollecitate dalle organizzazioni sindacali nel corso degli anni e anche dalle associazioni laiche e caritatevoli come recentemente avvenuto anche nel nostro territorio da parte della Rete Brianza Accogliente Solidale”, commenta Matteo Casiraghi della segreteria confederale della Cgil brianzola.

Matteo e Sarah

“Ci troviamo di fronte a un’inversione di tendenza rispetto alla recente evoluzione normativa – aggiunge Casiraghi –, ma il provvedimento, che si riferisce ai braccianti, alle colf e alle badanti, non tiene conto di altri settori, come la ristorazione, la logistica e l’edilizia”.

Regolarizzazione 2020

Indubbiamente, la ratio dell’ultimo decreto va incontro alle numerose richieste di intervento sollecitate dalle organizzazioni sindacali nel corso degli anni e anche dalle associazioni laiche e caritatevoli come recentemente avvenuto anche nel nostro territorio da parte della Rete Brianza Accogliente Solidale.Ci troviamo di fronte a un'inversione di tendenza rispetto alla recente evoluzione normativa, ma il provvedimento, che si riferisce ai braccianti, alle colf e alle badanti, non tiene conto di altri settori, come la ristorazione, la logistica e l’edilizia.È una questione di civiltà. Stiamo parlando di migliaia di persone che stanno già lavorando sul nostro territorio e, in molti casi, nelle case per accudire i nostri cari più fragili.Per informazioni: 📞039.2731282 🔺dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30.(Nel video, Matteo Casiraghi della segreteria confederale).

Pubblicato da CGIL Monza e Brianza su Mercoledì 27 maggio 2020

 

“È una questione di civiltà. Stiamo parlando di migliaia di persone che stanno già lavorando sul nostro territorio e, in molti casi, nelle case per accudire i nostri cari più fragili”, conclude il segretario della Cgil.